Definizioni, etimologia e storia dell’aforisma

“Gli aforismi ti insegnano a leggere la vita oppure a stravolgerla”. (Pablo Ducali)

Oscar Wilde

Oscar Wilde

Definizione. Un aforisma  (dal greco “definizione”) è una breve frase che condensa, similmente alle antiche locuzioni latine, un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. L’aforisma può essere definito come l’espressione in prosa di una profonda riflessione o di una rapida intuizione in maniera arguta e concisa. Al giorno d’oggi il termine “aforisma”, nonostante sia molto diffuso, è spesso usato impropriamente. Infatti con tale termine spesso si indica qualunque tipo di frase, estrapolata da un testo più ampio (es. un libro di narrativa od un saggio), che abbia la caratteristica di essere breve e più o meno arguta. A rigor di termini, bisognerebbe invece riservare il termine “aforisma” ai pensieri concisi creati in quanto tali dai loro stessi autori, e designare col termine di “citazione” quei pensieri brevi che derivano da una estrapolazione da testi più ampi.

Definizioni tratte da fonti autorevoli.

Aforisma. Breve massima che esprime una norma di vita o una sentenza filosofica in forma icastica, lapidaria, talora anche paradossale.
Vocabolario della lingua italiana Zingarelli, Zanichelli, 2008

Aforisma. Massima, sentenza, definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni, osservazioni, esperienze.

Vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli, Le Monnier, 2007
Aforisma. Breve massima enunciante una regola pratica o una norma di saggezza.
Dizionario Garzanti della lingua italiana, Garzanti, 1974

Aforisma. Proposizione che riassume in brevi e sentenziose parole il risultato di precedenti osservazioni o che, più genericamente, afferma una verità, una regola o una massima di vita pratica: gli a. della scuola medica salernitana; gli a. di R . Montecuccoli sull’arte della guerra; parlare per aforismi. Originariamente, Aforismi era il titolo di un’opera che raccoglieva i precetti medici di Ippocrate, sicché il termine indicò nel medioevo lo studio e la pratica della medicina (cfr. Dante, Par. XI, 4: “Chi dietro a iura e chi ad aforismi [o, secondo altra lezione, amforismi] Sen giva …”).

Lingua e Linguaggi on-line, Treccani
Aforisma. Sentenza, massima: proposizione che esprime con concisa esattezza il frutto di una lunga esperienza (di vita, di osservazione, di analisi: e, in particolare, un precetto di medicina).
Grande dizionario della lingua italiana, UTET, 1980

Marco Aurelio

Marco Aurelio

Storia. Tutti abbiamo a che fare con le citazioni: può essere la risposta tranchant di un politico, una frase presa dalla nostra canzone preferita e scritta sul diario del liceo, una massima imparata a memoria che possa valere da motto personale. In particolare, le citazioni più memorabili sono gli aforismi, massime sentenziose che sono in grado di riassumere su di sé uno sguardo sulla vita e sull’uomo molto efficace, in grado di superare i secoli e le culture. Oggi gli aforismi occupano una parte importante del nostro rapporto con i classici e la letteratura, anche se sempre più spesso si cita una frase “famosa” senza sapere esattamente da dove venga. Non è un mistero che proprio il successo di Twitter e la necessità di trovare frasi significative e molto brevi sia, in realtà, un’espressione moderna e pop della letteratura aforistica. Il genere aforistico ha infatti una lunga storia, che parte all’incirca dagli Aforismi di Ippocrate (in realtà non veri e proprio aforismi come li intendiamo noi oggi quanto una serie di prescrizioni mediche e diagnostiche, che tuttavia citiamo ancora oggi) e trova un momento cruciale nei Colloqui con sé stesso di Marco Aurelio, testo ispirato alla filosofia stoica considerato tra i più importanti dell’epoca, di straordinaria modernità per il suo racconto degli ultimi dodici anni della vita interiore dell’autore con riflessioni sulla vita e sulla morte. In Oriente, invece, uno straordinario aforista è Confucio, che con i suoi Dialoghi, raccolti dai discepoli, riuscì a fornire indicazioni sul modo migliore con cui l’uomo può condurre la sua esistenza, risultando fondamentale per lo sviluppo del pensiero cinese, tanto che nessun filosofo a lui posteriore poté esimersi dal prenderlo come termine di confronto e ancora oggi il Confucianesimo è una delle maggiori tradizioni filosofiche, morali e politiche della Cina e dell’Oriente.

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Il Duca Francois de la Rochefoucauld

Aforismi e massime. Tra il Seicento e il Settecento, la scrittura aforistica assume grande rilievo grazie alle opere di alcuni autori francesi, che dettero origine a un nuovo genere letterario: quello della massima moralistica. Tra le più note di queste opere, divenute dei veri e propri classici del genere, si possono ricordare: Massime di La Rochefoucauld (1664/78); I caratteri di La Bruyère (1688); Riflessioni e massime di Vauvenargues (1746) e Massime e pensieri di Chamfort (1795). Ma cosa distingue la massima (moralistica) dall’aforisma? Entrambi i generi hanno molte caratteristiche in comune: la concisione, l’isolamento testuale, l’arguzia della forma e del contenuto; l’unica differenza sta nel fatto che la massima, contrariamente all’aforisma, è tradizionalmente incentrata su tematiche inerenti la natura umana e la condotta di uomini e donne in società, spesso con finalità etiche. (fonte Aforismario.net)


“L’aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezzo”. (Karl Kraus)